Dieta Chetogenica

Dieta Chetogenica


Lo so, sicuramente anche tu avrai sentito parlare di questa dieta miracolosa ormai sdoganata in tutto il mondo: la dieta chetogenica. Tra promesse di perdita di peso veloce e miglioramento dell’energia, sembra che tutti ne parlino.

Ma prima che ti precipiti a svuotare la dispensa dai carboidrati, c’è qualcosa che devi sapere.

Contrariamente a quanto potresti pensare, la dieta chetogenica non è l’ultima trovata del marketing wellness, né una scorciatoia verso “il corpo dei tuoi sogni” senza fatica. In realtà, è un approccio nutrizionale molto serio, con radici scientifiche profonde e benefici che vanno oltre la semplice perdita di peso.

Ma qui viene il bello: nonostante la sua popolarità, la dieta chetogenica non è adatta a tutti e non è certo da prendere alla leggera. Richiede preparazione, dedizione e, soprattutto, la guida di un professionista.

Quindi, se pensavi che fosse solo un’altra tendenza da provare per poi abbandonare dopo poche settimane, pensaci due volte.

Questo articolo ti guiderà attraverso la vera essenza della dieta chetogenica, sfatando miti e mostrando come, quando seguita correttamente, possa non solo trasformare il tuo corpo, ma migliorare radicalmente il tuo benessere generale.

Legenda:

Voglio iniziare subito dal tasto dolente, con il rischio di essere ripetitiva: questo regime alimentare non è uno scherzo e, soprattutto, non è adatto a tutti.

Di seguito un elenco di soggetti che dovrebbero evitare questa dieta:

  • Persone con patologie pancreatiche, epatiche, tiroidee o renali: Queste condizioni possono complicare la gestione delle alterazioni del metabolismo dei grassi e dei carboidrati, rendendo la dieta chetogenica potenzialmente pericolosa.
  • Individui con disturbi del metabolismo dei grassi: Queste condizioni rare non possono elaborare correttamente i grassi, rendendo una dieta ad alto contenuto di grassi come la chetogenica inappropriata e potenzialmente dannosa.
  • Donne in gravidanza o in allattamento: Le donne in questi stati hanno esigenze nutrizionali specifiche per sostenere la crescita del feto o del neonato. La restrizione dei carboidrati può influenzare negativamente lo sviluppo fetale o la produzione di latte.
  • Persone con diabete di tipo 1 o tipo 2 che dipendono dall’insulina: Anche se alcuni individui con diabete possono beneficiare della dieta chetogenica sotto stretto monitoraggio medico, coloro che dipendono dall’insulina dovrebbero astenersi a causa del rischio di ipoglicemia e chetoacidosi.
  • Persone con disturbi alimentari o storia di disturbi alimentari: La dieta chetogenica può esacerbare o contribuire allo sviluppo di comportamenti alimentari disordinati a causa della sua natura restrittiva.
  • Bambini e adolescenti: A meno che non sia prescritta da un medico per condizioni specifiche, la dieta chetogenica può interferire con la crescita e lo sviluppo ottimali.
  • Coloro che hanno subito interventi chirurgici all’apparato digerente: Queste persone possono avere esigenze nutrizionali speciali o difficoltà a digerire grandi quantità di grassi.
  • Persone con malattie cardiache gravi: Sebbene ci siano evidenze che la dieta chetogenica possa migliorare alcuni fattori di rischio cardiovascolare, coloro con condizioni cardiache preesistenti dovrebbero consultare un medico a causa dei potenziali rischi associati a cambiamenti drastici nella dieta.

Lo so, sembra di leggere il bugiardino di un farmaco! Ma è proprio per questo che è fondamentale la consapevolezza del proprio stato di salute prima di iniziare questo percorso.

La dieta chetogenica è un regime alimentare caratterizzato da un alto apporto di grassi, un moderato consumo di proteine e una drastica riduzione dei carboidrati.

Il concetto di dieta chetogenica è stato introdotto per la prima volta nel 1921 da un endocrinologo di nome Dr. Russel Wilder presso la Mayo Clinic, negli Stati Uniti.

Wilder scoprì che riducendo drasticamente l’apporto di carboidrati e aumentando l’assunzione di grassi, si poteva indurre uno stato di chetosi, in cui il corpo brucia principalmente questi ultimi a fini energetici anziché carboidrati.

Sviluppata originariamente come terapia per l’epilessia nei casi in cui i trattamenti farmacologici non risultavano efficaci, è stata, negli anni successivi, oggetto di studio anche per il trattamento di altre condizioni come il diabete di tipo 2, il cancro e altre patologie metaboliche.

Negli ultimi anni, la dieta chetogenica ha guadagnato popolarità anche come regime alimentare per la perdita di peso e il miglioramento delle prestazioni atletiche di endurance.

Quando l’apporto di carboidrati è drasticamente ridotto, il corpo esaurisce le sue scorte di glucosio (la principale fonte di energia per le cellule) entro pochi giorni. Di fronte alla scarsità di glucosio, il corpo inizia a cercare un’altra fonte di energia per sostenere le sue funzioni vitali.

È qui che entra in gioco il fegato:

LIPOLISI:

Il primo passo è la lipolisi, il processo di scissione dei trigliceridi (le principali forme di grasso immagazzinato) in acidi grassi liberi e glicerolo. Questi acidi grassi liberi vengono trasportati al fegato.

Ossidazione degli Acidi Grassi:

Nel fegato, gli acidi grassi subiscono un processo noto come beta-ossidazione, che li converte in acetoacetato, uno dei principali corpi chetonici. L’acetoacetato può essere ulteriormente convertito in beta-idrossibutirrato, un altro corpo chetonico primario. Una piccola parte dell’acetoacetato viene convertita in acetone, un terzo corpo chetonico, attraverso un processo di decarbossilazione spontanea.

Utilizzo dei Corpi Chetonici:

Questi corpi chetonici vengono poi rilasciati nel sangue e trasportati a vari tessuti, dove possono essere utilizzati per produrre energia. Il cervello, che normalmente dipende quasi esclusivamente dal glucosio, può utilizzare i corpi chetonici come fonte di energia in assenza di sufficienti quantità di glucosio.

La transizione dal metabolismo del glucosio alla produzione, e utilizzo, dei corpi chetonici non è immediata e può richiedere diversi giorni di adattamento.

Durante questo periodo, si possono sperimentare sintomi come affaticamento, mal di testa e nausea, spesso descritti come “influenza chetogenica” o “keto flu“.

Tuttavia, una volta completata questa transizione, molti segnalano un aumento dei livelli di energia e una diminuzione dell’appetito.

La dieta chetogenica, oltre ad essere conosciuta per la sua efficacia nella perdita di peso, ha dimostrato una serie di potenziali benefici clinici che vanno dal controllo della glicemia al miglioramento dei marker cardiovascolari, fino all’uso terapeutico in diverse condizioni mediche e ai potenziali effetti sulla performance atletica.

CONTROLLO DELLA GLICEMIA:

La dieta chetogenica può migliorare il controllo glicemico in individui con diabete di tipo 2.

Riducendo significativamente l’apporto di carboidrati, la dieta diminuisce la necessità di insulina e può ridurre i picchi di glucosio nel sangue postprandiali. Diversi studi hanno dimostrato che i pazienti con diabete di tipo 2 che seguono una dieta chetogenica possono ridurre o, in alcuni casi, addirittura eliminare la necessità di farmaci ipoglicemizzanti. Ovviamente la supervisione medica, in questo caso, è più che necessaria!

Per chi soffre di diabete di tipo 1, invece, la dieta chetogenica è fortemente sconsigliata per il rischio di chetoacidosi troppo elevato.

MIGLIORAMENTO DEI MARKER CARDIOVASCOLARI:

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare data l’alta assunzione di grassi, la dieta chetogenica può avere effetti positivi sui marker cardiovascolari, inclusi livelli più bassi di trigliceridi, aumento del colesterolo HDL (il “buono”) e miglioramento della pressione sanguigna. Tuttavia, gli effetti sul colesterolo LDL (il “cattivo”) possono variare, e in alcuni individui, LDL può aumentare. È importante monitorare questi parametri con l’assistenza di un professionista.

Uso Terapeutico in Condizioni Neurologiche:

Originariamente sviluppata come trattamento per l’epilessia farmaco-resistente nei bambini, la dieta chetogenica ha mostrato benefici nel ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi epilettiche.

Alcune ricerche suggeriscono che può avere applicazioni terapeutiche anche in altre condizioni neurologiche, come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e alcune forme di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e alla capacità di fornire un’energia metabolica alternativa per il cervello.

Potenziali Effetti sulla Performance Atletica:

L’impatto della dieta chetogenica sulla performance atletica è un’area di crescente interesse e studio. Alcuni atleti di resistenza riportano miglioramenti nella capacità di eseguire a lungo a intensità moderate, potenzialmente grazie alla maggiore disponibilità di grassi come fonte di energia. Tuttavia, per attività ad alta intensità, che dipendono più dalla glicolisi anaerobica e dall’uso del glicogeno muscolare, i benefici sono meno chiari. Gli atleti che adottano questa dieta possono richiedere un periodo di adattamento prima di vedere miglioramenti nella performance.

Sebbene la dieta chetogenica possa offrire diversi benefici per la salute, presenta anche dei rischi che non devono essere sottovalutati.

Questi rischi sottolineano l’importanza di evitare un approccio “fai da te” e di consultare professionisti prima di iniziare.

CARENZE NUTRIZIONALI:

La dieta chetogenica limita o elimina diversi gruppi alimentari, inclusi molti frutti, legumi e cereali, che sono fonti importanti di vitamine, minerali e fibre. Questa restrizione può portare a carenze di nutrienti essenziali, come la fibra, il calcio, il potassio, il magnesio e le vitamine B e C, se non attentamente monitorata e bilanciata con integratori o alimenti specifici.

CHETOACIDOSI:

Sebbene rara in individui sani che seguono una dieta chetogenica per motivi non terapeutici, la chetoacidosi è un rischio serio per le persone con diabete di tipo 1 e può verificarsi anche in alcuni casi di diabete di tipo 2. È una condizione potenzialmente letale in cui i livelli di corpi chetonici nel sangue diventano troppo elevati, portando a un ambiente corporeo estremamente acido.

EFFETTI COLLATERALI GASTROINTESTINALI:

I cambiamenti significativi nell’assunzione alimentare possono provocare effetti collaterali come nausea, costipazione o diarrea, soprattutto nelle fasi iniziali della dieta. Questi sintomi sono spesso il risultato della carenza di fibre e della riduzione dell’assunzione di carboidrati, ma possono essere limitati con una giusta integrazione.

ALTERAZIONI DEL METABOLISMO LIPIDICO:

In alcuni individui, la dieta chetogenica può portare a un aumento dei livelli di colesterolo LDL (colesterolo “cattivo”) e ad un cambiamento nel pattern delle lipoproteine che potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. È importante monitorare i profili lipidici prima e durante la dieta.

EFFETTI SULLE OSSA:

La ricerca suggerisce che una lunga aderenza alla dieta chetogenica può avere effetti negativi sulla salute ossea a causa di carenze di nutrienti essenziali come il calcio e la vitamina D, aumentando potenzialmente il rischio di osteoporosi e fratture.

EFFETTI PSICOLOGICI:

La restrizione severa di interi gruppi alimentari può avere un impatto negativo sulla relazione con il cibo e sul benessere psicologico, inducendo potenzialmente comportamenti alimentari disordinati in alcune persone.

Data la complessità e i potenziali rischi associati alla dieta chetogenica, è fondamentale avvalersi dell’assistenza di professionisti, come medici e nutrizionisti, prima di iniziare.

Un professionista può infatti fornire una valutazione completa dello stato di salute, aiutare a identificare eventuali rischi o controindicazioni e sviluppare un piano alimentare personalizzato che minimizzi i rischi di carenze nutrizionali e altri effetti collaterali, garantendo al contempo che la dieta sia equilibrata e sostenibile a lungo termine.

L’ipotalamo è una regione del cervello fondamentale nella regolazione di molte funzioni corporee, tra cui la fame, la sete, il ritmo circadiano e la risposta allo stress. Gli effetti della dieta chetogenica sull’ipotalamo si inseriscono nel contesto più ampio del suo impatto sul sistema nervoso centrale e sulla regolazione ormonale.

Dieta Chetogenica: Ipotalamo
REGOLAZIONE DELL’APPETITO:

La dieta chetogenica può influenzare la produzione di ormoni ipotalamici come la grelina (l’ormone della fame) e il CCK (colecistochinina), che sono coinvolti nella sensazione di sazietà e nell’appetito.

Un aumento dei corpi chetonici può portare a una diminuzione dell’appetito, facilitando così la riduzione dell’assunzione calorica e potenzialmente la perdita di peso.

EFFETTI TERMOGENICI:

Esistono studi che suggeriscono come la dieta chetogenica possa influenzare la termogenesi, ossia la produzione di calore nel corpo, processo regolato anch’esso dall’ipotalamo.

Questo potrebbe avere implicazioni per il metabolismo e la gestione del peso.

RITMO CIRCADIANO:

Alcune ricerche indicano che la dieta chetogenica può influenzare i ritmi circadiani, i quali sono regolati dall’ipotalamo.

Questo effetto può avere implicazioni sul sonno, sull’umore e sulle prestazioni cognitive.

RISPOSTA ALLO STRESS:

L’ipotalamo gioca un ruolo chiave nella risposta dell’organismo allo stress attraverso l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA).

Cambiamenti significativi nella dieta, come il passaggio a un regime chetogenico, possono influenzare questo asse e potenzialmente modificare la risposta allo stress del corpo.

NEUROPROTEZIONE:

Studi preclinici indicano che la dieta chetogenica può avere effetti neuroprotettivi, probabilmente attraverso l’influenza sull’ipotalamo e altri meccanismi come la riduzione dell’infiammazione e la modulazione del metabolismo energetico a livello cerebrale. Questo aspetto è particolarmente studiato nel contesto di malattie neurodegenerative ed epilessia.

È importante notare che molte di queste aree di ricerca sono ancora in fase di esplorazione e che gli effetti specifici possono variare da individuo a individuo.

La comprensione completa di come la dieta chetogenica influenzi l’ipotalamo e il sistema nervoso centrale nel suo complesso è oggetto di studio continuo nella comunità scientifica.

Nella dieta chetogenica, il bilanciamento corretto dei macronutrienti e la prevenzione delle carenze nutrizionali sono fondamentali per garantire sia l’efficacia della dieta sia il mantenimento della salute a lungo termine.

Questo approccio richiede attenzione e, spesso, l’integrazione per assicurare un’adeguata assunzione di nutrienti essenziali.

MACRONUTRIENTI:

La dieta chetogenica tipica segue una ripartizione dei macronutrienti che varia intorno a:

  • 70-80% di grassi: Da fonti di alta qualità come olio di oliva, olio di cocco, avocado, noci, semi e pesce grasso. Questi alimenti forniscono grassi insaturi e omega-3 che supportano la salute cardiovascolare.
  • 10-20% di proteine: Da carni magre, pesce, pollame, uova e alcune fonti vegetali come tofu e seitan. È importante non eccedere con le proteine, in quanto un’eccessiva assunzione può portare fuori dalla chetosi.
  • 5-10% di carboidrati: Principalmente da verdure a basso contenuto di carboidrati come foglie verdi, broccoli, cavolfiore, peperoni e asparagi.
PREVENZIONE DELLE CARENZE NUTRIZIONALI:

Per prevenire carenze nutrizionali, è cruciale includere una varietà di alimenti permessi nella dieta chetogenica che possano fornire vitamine, minerali e fibre. Ecco alcuni consigli:

  • Verdure a foglia verde e verdure a basso contenuto di carboidrati sono ricche di fibre, vitamine C, K e magnesio.
  • Semi e noci, come semi di chia e semi di lino, offrono omega-3, fibre e altri micronutrienti.
  • Avocado e olive sono ottime fonti di grassi monoinsaturi e forniscono potassio e fibre.
  • Frutti di bosco in piccolissime quantità possono fornire antiossidanti e vitamine senza esagerare con i carboidrati.
INTEGRAZIONE:

Dato il limitato assortimento di alimenti permessi, l’integrazione può essere necessaria per coprire le lacune nutrizionali:

  • Multivitaminici e minerali: Un integratore completo può aiutare a prevenire carenze di vitamine e minerali essenziali.
  • Fibre: Gli integratori di fibre possono aiutare a mitigare gli effetti collaterali gastrointestinali della dieta chetogenica e supportare la salute digestiva.
  • Magnesio: Utile per prevenire crampi muscolari, migliorare il sonno e compensare le perdite di questo minerale che possono verificarsi con l’aumento della diuresi in chetosi.
  • Omega-3: Gli integratori di EPA e DHA da olio di pesce possono supportare la salute cardiovascolare, soprattutto importante data l’alta assunzione di grassi.
  • Sale e integratori di elettroliti: Per compensare la perdita di sodio, potassio e magnesio, che è comune all’inizio della dieta chetogenica a causa della diuresi indotta dalla riduzione dell’assunzione di carboidrati.

La restrizione dei carboidrati è cruciale per mantenere lo stato di chetosi, pertanto, molti alimenti comuni vengono limitati drasticamente o direttamente eliminati.

Dieta Chetogenica : Alimenti Proibiti

Ovviamente ad ogni individuo DEVE corrispondere un percorso personalizzato!

Ecco un elenco di alimenti generalmente non compatibili con una dieta chetogenica:

  • Cereali e derivati: Sono esclusi pane, pasta, riso e cereali per la colazione. Inoltre si escludono anche quinoa, avena, farro, orzo e tutti i prodotti da forno preparati con farine di cereali, inclusi dolci, crackers, e snack vari.
  • Legumi: Sono escluse tutte le varietà di legumi come fagioli, lenticchie, ceci, piselli. Nonostante siano una buona fonte di proteine vegetali, contengono anche una quantità significativa di carboidrati.
  • Frutta ad alto contenuto di zuccheri: La frutta contiene zuccheri naturali (fruttosio), che sono carboidrati. In quantità molto limitata, si possono consumare i frutti di bosco dato il loro minor contenuto di zuccheri.
  • Radici e Tuberi: oltre a patate e carote, anche barbabietole, pastinache e tutti i tipi di radici edibili sono generalmente esclusi per il loro alto contenuto di carboidrati.
  • Prodotti lattiero-caseari zuccherati: include yogurt aromatizzato, gelati e qualsiasi prodotto lattiero-caseario che abbia aggiunta di zuccheri o sia stato ridotto in grassi, perdendo così la congruenza con i principi della dieta chetogenica.
  • Dolcificanti e prodotti zuccherati: oltre ai dolci, si includono anche zuccheri raffinati, miele, sciroppi, edulcoranti artificiali non approvati per la dieta chetogenica e qualsiasi alimento che li contenga.
  • Alcune bevande: sono escluse le bevande zuccherate come soda, succhi di frutta, latte aromatizzato e caffè o tè pre-zuccherati o commercialmente preparati con l’aggiunta di zuccheri e carboidrati.
  • Alimenti e condimenti processati: molti alimenti confezionati e processati contengono zuccheri aggiunti o carboidrati nascosti, inclusi salse, condimenti, marinature e pasti pronti che non sono compatibili con la dieta chetogenica.
  • Alcolici: In particolare le bevande ricche di carboidrati come la birra e i cocktail dolci.

Le ricerche recenti sulla dieta chetogenica hanno esplorato una vasta gamma di potenziali benefici e applicazioni nel contesto medico e nutrizionale, estendendo l’interesse ben oltre la perdita di peso.

Di seguito, una panoramica sulle aree di ricerca attualmente più attive e promettenti:

NEUROLOGIA E SALUTE MENTALE:
  • Epilessia: La dieta chetogenica continua a essere un’area di forte interesse per il trattamento dell’epilessia refrattaria, con studi che approfondiscono i meccanismi attraverso i quali induce una riduzione delle crisi.
  • Malattie Neurodegenerative: Ricerche preliminari suggeriscono che la dieta chetogenica potrebbe avere effetti benefici in malattie come Alzheimer e Parkinson. Si ipotizza che i corpi chetonici possano fornire un’energia alternativa per i neuroni colpiti dalla malattia.
  • Salute Mentale: Alcuni studi stanno esplorando l’effetto della dieta chetogenica su condizioni come l’ansia e la depressione, ipotizzando che la modulazione del metabolismo energetico cerebrale possa influenzare positivamente la salute mentale.
Endocrinologia e Metabolismo:
  • Diabete di tipo 2: L’efficacia della dieta chetogenica nel migliorare il controllo glicemico e ridurre la dipendenza dai farmaci è stata confermata da numerosi studi, rendendola un’opzione terapeutica interessante per alcuni pazienti.
  • Obesità e controllo del peso: Oltre alla perdita di peso iniziale, la ricerca si sta concentrando sulla sostenibilità a lungo termine della dieta chetogenica come strumento per il controllo del peso.
  • Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS): Preliminari evidenze suggeriscono che la dieta chetogenica potrebbe migliorare i sintomi della PCOS, inclusi la perdita di peso, il miglioramento della fertilità e la riduzione dei livelli di insulina.
ONCOLOGIA:

Esiste un crescente interesse nel potenziale terapeutico della dieta chetogenica come complemento alla terapia oncologica tradizionale, in particolare per ridurre la disponibilità di glucosio alle cellule tumorali. Tuttavia, la ricerca in questo campo è ancora nelle fasi iniziali e i risultati sono misti.

CARDIOLOGIA:

La ricerca sta valutando l’impatto a lungo termine della dieta chetogenica sui marker di rischio cardiovascolare. Mentre alcuni studi indicano miglioramenti nei livelli di trigliceridi, HDL e pressione sanguigna, gli effetti sul colesterolo LDL richiedono ulteriori indagini.

Sport e Performance Fisica:

L’interesse riguarda l’adattabilità del metabolismo degli atleti alla dieta chetogenica e gli effetti sulla performance, specialmente in sport di resistenza. I risultati sono variabili, con alcuni atleti che riportano benefici e altri no.

POTENZIALI AREE DI INTERESSE:
  • Microbiota Intestinale: La dieta chetogenica potrebbe influenzare la composizione del microbiota intestinale, con possibili ripercussioni sulla salute generale, compresa l’infiammazione sistemica e la salute intestinale.
  • Longevità: Alcune ricerche preliminari suggeriscono che la dieta chetogenica potrebbe influenzare positivamente i meccanismi di invecchiamento, ma sono necessari ulteriori studi per confermare questi effetti.

E’ importante sottolineare che molte delle aree di ricerca sopra menzionate sono ancora in fase preliminare.

È necessario condurre ricerche più estese, di durata prolungata e accuratamente strutturate per comprendere appieno l’utilizzo e l’impatto della dieta chetogenica in vari ambiti medici e nutrizionali.

La sinergia tra pazienti, esperti del settore e studiosi risulta fondamentale per valorizzare al massimo le capacità terapeutiche di questo regime alimentare.

Quanto visto fino ad ora, ci permette finalmente di sfatare alcuni miti sulla dieta chetogenica:

  • E’ solo una moda passeggera: In realtà, è stata introdotta nei primi del Novecento come trattamento per l’epilessia e ha solide basi scientifiche per alcuni dei suoi usi.
  • Puoi mangiare grassi illimitati: La qualità e la quantità dei grassi consumati sono importanti per mantenere la salute generale e raggiungere la chetosi efficacemente.
  • Causa danni al cuore: Ricerche recenti suggeriscono che, quando seguita correttamente, può migliorare i fattori di rischio cardiovascolare come il colesterolo.
  • La chetosi è pericolosa: C’è confusione tra la chetosi, uno stato metabolico indotto dalla dieta chetogenica, e la chetoacidosi, una condizione pericolosa comune tra le persone con diabete di tipo 1.
  • Elimina completamente i carboidrati: Sebbene la dieta chetogenica limiti significativamente l’assunzione di carboidrati, non li elimina completamente. Invece, incoraggia il consumo di carboidrati a basso contenuto glicemico in piccole quantità.
  • È dannosa per i muscoli: Studi hanno mostrato che, con un’adeguata assunzione di proteine e un allenamento di resistenza, si può mantenere (o addirittura costruire) la massa muscolare.
  • Tutti possono seguirla: Nonostante i suoi benefici, la dieta chetogenica non è adatta a tutti. Individui con determinate condizioni di salute, donne in gravidanza o in allattamento e persone con disturbi alimentari dovrebbero consultare un professionista prima di iniziare.

Abbiamo scoperto insieme che, dietro l’hype e le promesse da copertina di rivista, la dieta chetogenica è un percorso serio e impegnativo, che va trattato con rispetto e dedizione. Non è un’avventura da solisti né una corsa sprint, ma piuttosto una maratona che si corre insieme a un team di professionisti.

Ricordate, la chiave per il successo non sta nel rinunciare a ogni grammo di carboidrato che incrociate, ma nell’equilibrio, nella consapevolezza e nella personalizzazione del percorso.

Nel caso volessi approfondire questo argomento, non esitare a contattarmi per fissare un appuntamento nel mio studio oppure online!

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