
Malattie Autoimmuni
Strategie Alimentari per un Sistema Immunitario equilibrato.

Cosa sono?
Circa una persona su quattro che arriva in studio ha già una diagnosi autoimmune nella grande maggioranza dei casi si tratta di tiroidite di Hashimoto, spesso associata a ipotiroidismo. Più raramente, ma con frequenza crescente, si presentano celiachia, psoriasi, artrite reumatoide, sclerosi multipla o diabete di tipo 1.
Tutte queste condizioni hanno in comune un meccanismo di fondo: il sistema immunitario smette di riconoscere come propri alcuni tessuti e li attacca. L’organo colpito ghiandola tiroidea, intestino, articolazioni, cute, pancreas determina sintomi e percorso terapeutico specifici.
Le cause non sono ancora del tutto chiarite: la ricerca indica un ruolo combinato di predisposizione genetica, fattori ambientali e trigger specifici come infezioni, stress prolungato o squilibri intestinali. L’alimentazione è uno dei fattori modificabili su cui è possibile intervenire in modo concreto.
L’importanza della Nutrizione
L’alimentazione non cura le malattie autoimmuni e non sostituisce la terapia farmacologica dove è necessaria. Quello che può fare è contribuire a ridurre il carico infiammatorio, migliorare la composizione corporea, sostenere la funzione intestinale e rendere più gestibile il percorso nel lungo periodo.
In condizioni come la tiroidite di Hashimoto, lavorare sull’alimentazione significa tra le altre cose gestire il peso (spesso complicato dalla ridotta funzione tiroidea), assicurare un corretto apporto di micronutrienti come selenio e vitamina D, e non eliminare alimenti senza una ragione clinica precisa.
Per la celiachia l’esclusione del glutine è non negoziabile e deve essere totale. Per le altre condizioni autoimmuni, le restrizioni alimentari hanno senso solo se supportate da una diagnosi: un approccio generalista porta spesso a carenze nutrizionali senza benefici dimostrati.


Gestione e Trattamento
Un percorso nutrizionale con una diagnosi autoimmune parte dalle analisi del sangue disponibili, dai farmaci assunti e dalla storia clinica non da uno schema predefinito. Per chi ha Hashimoto questo include spesso la gestione del peso, l’apporto di selenio e vitamina D e la corretta interazione tra terapia con levotiroxina e abitudini alimentari.
Per chi ha celiachia, il primo passo è consolidare un’alimentazione senza glutine che sia anche nutrizionalmente completa non solo restrittiva. Per chi convive con artrite reumatoide, psoriasi o sclerosi multipla, il lavoro si concentra sulla qualità della dieta nel tempo e sulla riduzione del carico infiammatorio.
Molti pazienti arrivano con troppe esclusioni già in atto, spesso senza una reale indicazione clinica. L’obiettivo non è aggiungere restrizioni, ma costruire un piano alimentare sostenibile che parta dalla condizione reale della persona.
Le principali Malattie Autoimmuni
Sclerosi Multipla
La Sclerosi Multipla colpisce il Sistema Nervoso Centrale, portando alla distruzione della mielina, la guaina che riveste i nervi.
Tiroidite di Hashimoto
La Tiroidite di Hashimoto colpisce la ghiandola tiroidea, causando infiammazione e portando, spesso, ad Ipotiroidismo
Artrite Reumatoide
l’Artrite Reumatoide colpisce le articolazioni portando a dolore, gonfiore, rigidità e, a lungo termine, può causare la distruzione del tessuto articolare.
Psoriasi
la Psoriasi colpisce la pelle causandone un accelerato ritmo di crescita. provoca la formazione di chiazze rosse e squamose su varie parti del corpo.
Celiachia
la Celiachia è una malattia in cui l’ingestione di glutine porta danni all’intestino tenue, causando dolore addominale, gonfiore, diarrea, perdita di peso.
Diabete di tipo 1
il Diabete di Tipo 1 è una condizione cronica in cui il pancreas produce una quantità minima (o nulla) insulina, un ormone necessario per permettere al glucosio di entrare nelle cellule per produrre energia.

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Come orientarsi in questa pagina sulle malattie autoimmuni
Questa pagina raccoglie i principali approfondimenti del cluster. Se hai già una diagnosi specifica, puoi partire dalla pagina dedicata. Tra le condizioni più frequenti nello studio: la dieta per ipotiroidismo (spesso conseguenza della Tiroidite di Hashimoto) e la PCOS, che condivide con le malattie autoimmuni alcune caratteristiche infiammatorie. Per impostare un percorso personalizzato: prima visita nutrizionale o modalità online.
DOMANDE FREQUENTI
Come può la nutrizione aiutare nelle malattie autoimmuni?
Una corretta nutrizione può aiutare a ridurre l’infiammazione, a migliorare i sintomi e a sostenere il sistema immunitario. Anche se la dieta non può curare le malattie autoimmuni, può aiutare a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita.
Cosa può fare davvero l’alimentazione?
Nelle malattie autoimmuni l’alimentazione non sostituisce diagnosi, terapia o monitoraggio medico, ma può diventare uno strumento concreto per lavorare su sintomi digestivi, qualità della dieta, infiammazione percepita, energia, routine e sostenibilità del piano alimentare nel lungo periodo.
Quali alimenti dovrei evitare se ho una malattia autoimmune?
Non esiste una lista universale valida per tutti. Alimenti ad alto contenuto di zuccheri raffinati e grassi trans possono favorire l’infiammazione in molti contesti, ma l’eliminazione di glutine o latticini ha senso solo in presenza di diagnosi specifica (celiachia, intolleranza accertata). Generalizzare può portare a restrizioni inutili e a carenze nutrizionali. Il percorso corretto parte sempre da una valutazione individuale.
C’è una dieta specifica che dovrei seguire?
Non esiste una dieta uguale per tutti. Alcune impostazioni alimentari anti-infiammatorie possono supportare la gestione dei sintomi, ma protocolli molto restrittivi come l’AIP andrebbero valutati caso per caso con un professionista, perché il rischio di carenze nutrizionali è reale. L’obiettivo è sempre un piano sostenibile e calibrato sulla condizione specifica.
Possono gli integratori alimentari aiutare nel trattamento delle malattie autoimmuni?
Gli integratori possono svolgere un ruolo nel supportare il sistema immunitario e nella riduzione dell’infiammazione. Vitamine come D e B12, omega-3, probiotici e antiossidanti possono essere utili, ma è essenziale consultare un professionista prima di iniziare qualsiasi supplementazione.
